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Il Manifesto della proposta culturale illumanista

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Abstract

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Il Manifesto culturale Illumanista si configura come documento programmatico aperto, destinato a inaugurare quella che l'autore definisce la "terza grande svolta culturale" nella storia del pensiero occidentale, dopo l'Umanesimo rinascimentale e l'Illuminismo settecentesco.

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Genesi e necessità storica. Il Manifesto muove dalla constatazione di un'urgenza diffusa e silenziosa presente nella coscienza contemporanea: un disagio esistenziale irriducibile a cause esterne, che si manifesta nelle fratture generate dalla crisi valoriale, nel malessere psichico delle nuove generazioni e nell'inadeguatezza dei paradigmi culturali dominanti — tanto del materialismo scientifico quanto dello spiritualismo dogmatico. L'Illumanesimo sorge come risposta a questa esigenza di trasformazione già in atto, proponendosi non come ideologia compiuta, bensì come "orizzonte aperto" e "spazio critico" per l'elaborazione di una nuova visione dell'umano.

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Fondamento antropologico. Al centro della proposta illumanista si colloca una nuova antropologia culturale, non più incentrata sull'individuo funzionale al sistema sociale, ma sulla persona come portatrice di qualità interiori superiori — etiche, spirituali, intuitive — che trascendono la dimensione biologica e sociale. Il riconoscimento di tali qualità costituisce il presupposto per una riqualificazione del Sé e per una nuova presa di coscienza del valore spirituale e del ruolo esistenziale di ciascun individuo.

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I dieci riferimenti fondativi. Il nucleo normativo del Manifesto si articola in dieci punti programmatici, esplicitamente concepiti come riferimenti dinamici, aperti a modifiche, integrazioni e sviluppi attraverso il confronto collettivo.

 

Essi comprendono:

(1) il riconoscimento delle qualità superiori presenti nella coscienza umana;

(2) il diritto inalienabile alla coscienza morale individuale;

(3) la centralità dell'individuo rispetto al ruolo di soggetto sociale;

(4) la riscoperta dei valori morali ed etici come fondamento identitario;

(5) la famiglia come luogo di parità e crescita esistenziale;

(6) l'educazione centrata sulla crescita della persona prima che del cittadino;

(7) il riconoscimento del potere formativo dei mezzi di comunicazione;

(8) l'alleanza tra filosofia e scienza per un nuovo paradigma esistenziale;

(9) i valori universali al di là delle etichette religiose o laiche;

(10) la rinnovata partecipazione civile e la discussione attiva sui valori.

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Obiettivi e prospettive. Nel breve termine, la proposta intende fornire un linguaggio al cambiamento già in atto, offrire riferimenti filosofici a chi cerca una cornice di senso non dogmatica, stimolare la nascita di nuove idee e coltivare una comunità culturale aperta. Nel lungo termine, l'Illumanesimo mira a porre le basi per una nuova "cultura del senso", che le generazioni future potranno raccogliere, sviluppare e rinnovare.

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Carattere metodologico. Il documento sottolinea la propria natura non dogmatica: i principi enunciati non costituiscono vincoli dottrinali né prescrizioni normative, ma strumenti orientativi destinati a evolvere attraverso il confronto libero e responsabile. Come afferma l'autore nella nota finale, il Manifesto non è un punto di arrivo ma di partenza — "una soglia dalla quale spiccare il volo verso il possibile".

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Roberto Mucciarini


 


 

Parole chiave: Illumanesimo, proposta culturale, filosofia esistenziale, qualità interiori superiori, coscienza morale individuale, terza via filosofica, CEFA.

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