Relazione Comparativa: "The Movie Conclave: An Existential- Social Analysis" di Kirk Schneider e l'Illumanesimo (19-12-2025)
Premessa
L'Illumanesimo si configura, nella sua essenza più profonda, come una proposta di convergenza tra discipline diverse che si incontrano nella ricerca di una definizione dell'Uomo che non parta esclusivamente dal livello filosofico astratto, ma si radichi anche in quello esistenziale ed esperienziale. Questa vocazione interdisciplinare non è un'aggiunta accessoria, bensì il cuore metodologico della filosofia illumanista: solo analizzando l'essere umano in ogni sua sfaccettatura — spirituale, psicologica, corporea, relazionale — sarà possibile elevare di qualche gradino il livello di conoscenza, distaccandosi progressivamente dalle sole categorie del mondo fisico e giungendo a giustificare, in modo nuovo e più aperto, quegli effetti qualitativi che restano inconfutabili nell'esperienza vissuta ma che le scienze tradizionali non hanno ancora saputo definire compiutamente.
In questa prospettiva, l'incontro con la psicologia — in particolare con le correnti esistenziali e umanistiche — non è soltanto auspicabile ma si rivela inevitabile. Il volume CEFA – Proposta di indagine sviluppa sistematicamente questa direzione, delineando un programma di ricerca interdisciplinare capace di individuare evidenze indirette dell'esistenza di una dimensione spirituale attraverso l'analisi di tendenze individuali profonde, inclinazioni valoriali persistenti e necessità conoscitive irriducibili ai soli fattori genetici e culturali. Parallelamente, nel volume Il senso di ogni vita, il concetto di esperienze viene posto al primo posto come elemento da indagare: è nell'esperienza vissuta, elaborata e simbolizzata che si compie il passaggio dalla materia alla conoscenza spirituale.
È in questo contesto che il saggio di Kirk Schneider, psicologo esistenziale- umanista, offre un'analisi del film "Conclave" (2024) che si rivela sorprendentemente consonante con i principi fondamentali dell'Illumanesimo. Attraverso la riflessione cinematografica, Schneider sviluppa temi che toccano il cuore stesso della filosofia esistenziale illumanista: l'esperienza come via di conoscenza, il superamento delle polarizzazioni, la centralità della presenza, il rapporto con l'altro e la dimensione profonda dell'esistenza. Il presente confronto intende mostrare come la psicologia esistenziale-umanista e l'Illumanesimo, pur muovendo da premesse e linguaggi differenti, convergano su intuizioni fondamentali che potrebbero arricchirsi reciprocamente in un dialogo fecondo — quel dialogo che l'Illumanesimo non solo auspica ma considera condizione necessaria per l'elaborazione di una nuova comprensione dell'umano.
I. IL CONCETTO DI "ESPERIENZE" IN CHIAVE ILLUMANISTA
​
1. La centralità dell'esperienza vissuta
Schneider introduce il concetto di "life-enhancing anxiety" (ansia esistenziale potenziante), definendola come "the capacity to live with and make the best of the depth and mystery of existenc e" (La capacità di vivere e trarre il meglio dalla profondità e dal mistero dell’esistenza). Questa formulazione risuona profondamente con la concezione illumanista dell'esperienza. L'Illumanesimo afferma che "il percorso conoscitivo dell'essere umano non può limitarsi alla mera acquisizione teorica attraverso i libri, ma necessita di un'immersione diretta nell'esperienza vissuta". L'ansia esistenziale di Schneider, nella sua forma "life-enhancing" (che migliora la vita), corrisponde esattamente a questa tensione verso l'esperienza profonda che l'Illumanesimo identifica come motore dell'evoluzione spirituale.
2. Le tre fasi dell'esperienza
L'Illumanesimo articola l'esperienza formativa in tre momenti: il vissuto concreto, la riflessione consapevole e l'elaborazione interiore. Schneider, nel suo Experiential Democracy Dialogue (EDD), sviluppa un processo parallelo:
• Visualization phase: l'apertura all'esperienza attraverso l'immaginazione e la consapevolezza corporea
• Storytelling phase: la narrazione riflessiva delle proprie esperienze formative
• Integration phase: l'elaborazione che conduce alla scoperta di sé e dell'altro
Questa convergenza metodologica rivela una comune intuizione: l'esperienza grezza deve essere trasformata attraverso la riflessione per diventare conoscenza autentica.
3. La simbolizzazione come ponte
L'Illumanesimo definisce la simbolizzazione come "il processo attraverso cui le esperienze materiali vissute dal corpo vengono trasformate in significati astratti e infine in conoscenza spirituale utilizzabile dal CEFA – Campo Energetico di Forze Autocoscienti". Schneider resta lontano da questa formulazione, ma pur non usando questa terminologia, descrive un processo analogo quando parla di trasformare l'incontro con l'altro in comprensione profonda attraverso la "cultivation of presence" (coltivazione della presenza). Entrambe le prospettive riconoscono che l'esperienza "nella sua dimensione puramente materiale" è neutra e "assume significato soltanto attraverso il processo di astrazione e interpretazione operato dalla coscienza".
II. CONVERGENZE FONDAMENTALI
​
1. La critica della certezza assoluta e del relativismo
Schneider identifica tre posizioni problematiche nel mondo contemporaneo:
• Abject absolutism (assolutismo dogmatico)
• Amoral relativism (relativismo amorale)
• Agonizing struggles between them (lotte agonizzanti tra le due)
L'Illumanesimo articola una critica analoga: rifiuta sia il "fideismo" (certezza dogmatica religiosa) sia il "nichilismo" (negazione di ogni senso). La posizione illumanista propone un "centro fluido" che corrisponde esattamente a ciò che Schneider chiama "fluidly centered consciousness" (coscienza centrata sui fluidi).
Cardinal Lawrence, nel discorso citato da Schneider, afferma: " Certainty is the great enemy of unity... Our faith is a living thing, precisely because it walks hand-in-hand with doubt. (La certezza è la grande nemica dell’unità… La nostra fede è qualcosa di vivo proprio perché cammina mano nella mano con il dubbio.)" L'Illumanesimo esprime lo stesso principio: "è nella natura stessa del pensiero illumanista non esaurirsi nelle risposte, ma perpetuarsi nelle domande; non cristallizzarsi nelle certezze, ma rinnovarsi nel dubbio".
2. La "mente polarizzata" e il limite della coscienza incarnata
Schneider definisce la "polarized mind" come "the fixation on a single point of view to the utter exclusion of competing points of view" (L’ossessione per un unico punto di vista, fino a escludere completamente quelli concorrenti.). Questa condizione patologica della coscienza corrisponde a ciò che l'Illumanesimo identifica come l'effetto dei "condizionamenti culturali e formativi" che "soffocano" la coscienza e le impediscono di esprimere i valori del CEFA, che nella realtà valoriale della vita corrispondono ai valori del singolo individuo.
Entrambe le prospettive riconoscono che la paura è il motore principale di questa chiusura. Schneider scrive: "the main driver of the polarized mind is fear, particularly the primal fear of difference or that which is other, which leads to a sense of helplessness and groundlessness " (Il principale motore della mente polarizzata è la paura, in particolare la paura primordiale della differenza o di ciò che è altro, che porta a un senso di impotenza e di mancanza di fondamenta). L'Illumanesimo parla della necessità di "navigare tra queste limitazioni, cercando di preservare l'autenticità della propria essenza spirituale".
​
3. La presenza come fondamento
Schneider definisce la presenza come "the holding and illuminating of that which is palpably significant within and between people " (Il custodire e illuminare ciò che è palpabilmente significativo dentro e tra le persone.)
​
Questa definizione converge con la concezione illumanista della coscienza del CEFA che si esprime attraverso l'incarnazione di un programma esistenziale individuale da vivere con gli altri. L'Illumanesimo afferma che "è solo grazie all'unione con le qualità dello Spirito che il corpo raggiunge la capacità di esprimere una forma di intelligenza dotata di volontà consapevole e di comprensione". La "presenza" di Schneider è, in termini illumanisti, la manifestazione delle qualità del CEFA attraverso l'interfaccia dell'Anima.
​
4. L'incontro con l'altro come via di crescita
Schneider cita Emerson: "Jove nods to Jove behind each of us" (Giove fa cenno a Giove dietro ognuno di noi), interpretandolo come riconoscimento della "universal connection not only to each other but to the cosmos, creation itself" (Connessione universale non solo tra noi, ma anche con il cosmo, con la creazione stessa.)
L'Illumanesimo esprime lo stesso principio affermando che tutti i CEFA sono "fratelli" e partecipano della medesima sostanza divina. L'Experiential Democracy Dialogue di Schneider mira a "humanizing starkly contrasting cultural and political positions" (umanizzare posizioni culturali e politiche fortemente contrapposte), facilitando l'incontro autentico oltre le categorie sociali. Questo corrisponde alla visione illumanista secondo cui "muoversi, incontrare, arricchirsi di un ventaglio di possibilità, di persone e di esperienze diverse, moltiplica la capacità di vedere oltre sé stessi".
5. La dimensione profonda vs. superficialità materialistica
Schneider, citando Tillich, invoca la necessità di prioritizzare la "depth dimension" (dimensione di profondità): "a dimension in which our inner lives are taken as seriously as those that heretofore have been outward facing, materialistic, and symptom-based" (Una dimensione in cui la nostra vita interiore viene presa sul serio tanto quanto lo sono state finora le dimensioni rivolte verso l’esterno, materialistiche e basate sui sintomi.).
L'Illumanesimo articola sistematicamente questa intuizione: "La separazione [tra scienza e filosofia] ha limitato entrambe: la scienza ha smarrito il contatto con le dimensioni ontologiche, la filosofia è stata ridotta a tecnicismo del misurabile." Entrambe le prospettive denunciano l'impoverimento esistenziale di una cultura che ignora l'interiorità.
6. Le relazioni emotivamente ristorative
Schneider parla di "emotionally restorative relationships" (relazioni emotivamente rigenerative) come antidoto alle "emotionally impoverished relationships" (relazioni emotivamente impoverite) che generano polarizzazione. L'Illumanesimo sviluppa una concezione analoga quando descrive il ruolo dell'Anima come interfaccia che permette la "comunicazione bidirezionale" e la traduzione delle esperienze in conoscenza spirituale.
Entrambe le prospettive riconoscono che la qualità della relazione determina la qualità della conoscenza che ne deriva.
III. DIVERGENZE SIGNIFICATIVE
1. Il fondamento ontologico
La divergenza principale riguarda il livello ontologico della riflessione. Schneider opera prevalentemente sul piano psicologico-esistenziale, senza sviluppare una metafisica esplicita. Ma non essendo suo compito, questo rende ancora più aderente all’Illumanesimo tutta la sua elaborazione. L'Illumanesimo, invece, fonda la propria visione prevalentemente su un'ontologia articolata: Dio come Assoluto, i CEFA come entità spirituali individuali, l'Anima come interfaccia, la materia come campo di esperienza.
Dove Schneider parla di "sacred realm" (regno sacro) in senso simbolico, l'Illumanesimo afferma l'esistenza reale di una dimensione spirituale ontologicamente distinta dalla materia. La convergenza la possiamo identificare però negli effetti concreti che le due posizioni, per quanto distanti nell’origine, finiscono per riconoscere.
​
2. L'eternità dell'individuo
Schneider non affronta esplicitamente la questione dell'immortalità individuale. L'Illumanesimo, invece, pone l'eternità del CEFA come fondamento: lo Spirito "non può decidere di morire" e l'incarnazione è una "scelta evolutiva" temporanea all'interno di un percorso eterno.
​
3. Il rapporto con la trascendenza
Schneider si riferisce a Tillich e Buber, mantenendo un'apertura alla trascendenza senza definirla in modo preciso. L'Illumanesimo sviluppa una teologia filosofica articolata: Dio come "Assoluto infinito", "origine autonoma", che opera attraverso principi e leggi senza intervento diretto.
4. Il metodo
Schneider propone un metodo prevalentemente esperienziale e dialogico. L'Illumanesimo, pur valorizzando l'esperienza, sviluppa anche un programma di "validazione indiretta" (vedi CEFA – proposta di indagine) che cerca di costruire ponti con la ricerca scientifica attraverso strumenti logico-matematici.
IV. L'ASPETTO ILLUMANISTA DEL TESTO DI SCHNEIDER
Nonostante le divergenze, il testo di Schneider può essere definito sostanzialmente illumanista per le seguenti ragioni:
​
Primo: condivide la centralità dell'esperienza vissuta come via di conoscenza e trasformazione. Come afferma l'Illumanesimo, "è attraverso il dialogo continuo tra l'esperienza concreta e l'elaborazione astratta, tra il vissuto e la riflessione consapevole che si incontrano la crescita spirituale e quella intellettuale dell'essere umano".
​
Secondo: riconosce la dimensione interiore come irriducibile alla materia. La "depth dimension" (dimensione di profondità)di Schneider corrisponde alla realtà del CEFA che "non è il nostro pensiero, ma un 'suggeritore' sottile: una realtà libera e autonoma che opera attraverso la coscienza".
Terzo: afferma la necessità di superare le polarizzazioni attraverso un "centro fluido" che l'Illumanesimo chiama equilibrio: "forza regolatrice universale" che ad ogni livello della Realtà garantisce l’equilibrio universale e orienta verso la realizzazione autentica.
Quarto: valorizza l'incontro con l'altro come occasione di crescita, consonante con la visione illumanista secondo cui "ogni occasione può soddisfare" la tendenza dello Spirito alla conoscenza. Quinto: esprime quella "meraviglia" che l'Illumanesimo definisce "strumento evolutivo attraverso cui lo spirito cresce nella conoscenza".
V. LA DIMENSIONE DIALOGICA: VERSO UNA NUOVA FILOSOFIA
Il testo di Schneider rappresenta un esempio concreto di ciò che l'Illumanesimo auspica: la collaborazione tra posizioni diverse come via per l'elaborazione di un nuovo pensiero.
Schneider scrive: "The Church is not tradition. The Church is not the past. The Church is what we do next. " (La Chiesa non è la tradizione. La Chiesa non è il passato. La Chiesa è ciò che facciamo adesso).Questa apertura al futuro risuona con l'affermazione illumanista: "è nella natura stessa del pensiero illumanista non esaurirsi nelle risposte, ma perpetuarsi nelle domande".
L'Experiential Democracy Dialogue di Schneider incarna metodologicamente ciò che l'Illumanesimo propone filosoficamente e traduce esistenzialmente: la costruzione di ponti attraverso l'esperienza autentica, il superamento delle barriere attraverso la presenza, la trasformazione della paura in conoscenza.
La convergenza tra psicologia esistenziale-umanista e Illumanesimo suggerisce la possibilità di un dialogo fecondo. Schneider offre strumenti pratici per facilitare gli incontri trasformativi; l'Illumanesimo offre il fondamento ontologico che spiega perché questi incontri sono possibili e cosa si trasforma attraverso di essi.
​
Conclusione: Il Valore delle Esperienze nella Prospettiva Integrata
Il confronto tra Schneider e l'Illumanesimo illumina un punto cruciale: l'esperienza non è mai neutra né autosufficiente. Richiede:
1. Apertura: la disponibilità a incontrare ciò che è altro, diverso, sconosciuto (la "life-enhancing anxiety" (ansia che migliora la vita) di Schneider, la "tensione evolutiva e la connessione con il CEFA" dell'Illumanesimo)
2. Elaborazione: il processo riflessivo che trasforma il vissuto in conoscenza (le fasi del EDD di Schneider, la "simbolizzazione" dell'Illumanesimo)
3. Integrazione: l'incorporazione della conoscenza nella struttura dell'essere (la trasformazione relazionale di Schneider, l'evoluzione qualitativa del CEFA nell'Illumanesimo)
L'Illumanesimo accoglie cosi il contributo di Schneider come conferma empirica e metodologica delle proprie intuizioni ontologiche. La psicologia esistenziale-umanista e la filosofia illumanista possono procedere insieme verso quella "nuova filosofia" di cui il nostro tempo ha urgente bisogno: una filosofia che prenda sul serio l'esperienza senza ridurla alla materia, che valorizzi l'interiorità senza cadere nel misticismo, che costruisca ponti senza rinunciare al rigore.
Come scrive Cardinal Benitez nel film, citato da Schneider: " The thing you're fighting is here… inside each and every one of us ." (La cosa contro cui stai combattendo è qui... dentro ognuno di noi). L'Illumanesimo aggiunge: ed è proprio lì, nell'interiorità di ciascuno, che risiede anche la possibilità della trasformazione, perché lì dimora il CEFA – quella realtà eterna, libera e autocosciente che è "il testimone interiore dell'infinito, il luogo in cui l'universale si rende presente nel contingente e dove l’assoluto si rende presente come possibilità concreta come coscienza individuale".
​
Bibliografia
SEZIONE I:
Riferimenti del saggio di Kirk Schneider Riferimento dell'articolo originale Schneider, K.J. (2025). Into the Wild Mind: Life-Enhancing Anxiety and the Experiential Democracy Dialogue. Existential Analysis: Journal of the Society for Existential Analysis, 36(2), 287-294.
Nota: Il documento analizzato, come dichiarato dallo stesso Schneider, è una bozza preliminare (draft) che potrebbe non riflettere esattamente il contenuto dell'articolo nella sua versione finale pubblicata.
Riferimenti bibliografici citati nel testo
Buber, M. (1970). I and Thou. Scribner's & Sons.
Conclave (2024). [Film]. Regia di Edward Berger. Distribuito da Focus Features.
Fitzgerald, F.S. (1925). The Great Gatsby. Charles Scribner's Sons. [Citato nel testo come riferimento letterario]
Mikulincer, M., & Shaver, P. (2012). Helplessness: A hidden liability associated with failed defenses against awareness of death. In P. Shaver & M. Mikulincer (Eds.), Meaning, Mortality, and Choice: The Social Psychology of Existential Concerns (pp. 37-53). American Psychological Association. https://doi.org/10.1037/13748-000
Needleman, J. (2009). What is God? Tarcher/Penguin.
Schneider, K.J. (2013). The Polarized Mind: Why It's Killing Us and What We Can Do About It. University Professors Press.
Schneider, K.J. (2015). Presence: The core contextual factor of effective psychotherapy. Existential Analysis, 26(2), 304-312.
Schneider, K.J. (2023). Life-Enhancing Anxiety: Key to a Sane World. University Professors Press.
Tillich, P. (1967). My Search for Absolutes. Simon & Schuster.
​
Risorse online citate
Corps of Depth Healers - Sito ufficiale:
https://www.corpsofdepthhealers.com
The Corps of Depth Healers - Canale YouTube:
https://www.youtube.com/@CorpsofDepthHealers-ws9nq
Autori citati indirettamente
Emerson, R.W. — Citato attraverso Needleman (2009), p. 148: "Jove nods to Jove behind each of us."
Nota sulla fonte primaria del film
Le citazioni dei dialoghi del film Conclave (2024), inclusi i discorsi di Cardinal Lawrence, Cardinal Tedesco e Cardinal Benitez, sono trascrizioni effettuate dall'autore a partire dalla visione del film.
SEZIONE II: Fonti dell'Illumanesimo
Corpus testuale fondamentale
Il pensiero illumanista si articola in cinque volumi complementari, opera di oltre cinquant'anni di ricerca filosofica:
Mucciarini, R. L'Illumanesimo. Sintesi generale del paradigma filosofico. Presenta la visione d'insieme del teorema esistenziale, definendo i concetti fondamentali e le coordinate teoretiche del sistema.
Mucciarini, R. Esperienze. Trattazione dell'origine e della natura dell'essere umano. Sviluppa in particolare: la natura dell'Anima come ponte tra Spirito e corpo; il progetto esistenziale e gli ostacoli per realizzarlo; il ruolo delle esperienze nel processo evolutivo del CEFA.
Mucciarini, R. La Realtà. Trattazione completa e sistematica della natura, struttura e funzionamento del CEFA (Campo Energetico di Forze Autocoscienti). Sviluppa: l'ontologia della Realtà universale; la Legge divina e i principi universali; il rapporto tra Dio, CEFA e materia.
Mucciarini, R. Il senso di ogni vita. Dimensione esistenziale e trasformativa della filosofia illumanista. Sviluppa: il meccanismo dell'incarnazione e le sue fasi; il ruolo dell'Anima; il processo di simbolizzazione; il significato dell'esperienza come primo elemento da indagare; la questione del senso dell'esistenza individuale.
Mucciarini, R. CEFA – Proposta di indagine. Ponte metodologico verso la verifica scientifica. Propone un programma di ricerca interdisciplinare per identificare evidenze indirette dell'esistenza dei CEFA attraverso: studi longitudinali; analisi transculturali; ricerche su gemelli monozigoti; applicazione del teorema di Bayes e del teorema di incompletezza di Gödel. Documento di sintesi
Mucciarini, R. Metafisica Necessaria. Testo di raccordo che sviluppa: la diagnosi dell'epoca contemporanea e l'oblio del fondamento metafisico; il confronto con la filosofia contemporanea (in particolare con Massimo Cacciari); la collocazione storico-filosofica dell'Illumanesimo; il glossario tecnico dei termini fondamentali.
​
