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Roberto Mucciarini


 


 

IL TEOREMA FILOSOFICO

DELL'ILLUMANESIMO


Confronti e incontri


 

Risposta Illumanista a confronto con il Prof. Nasr sulla scienza dell’anima


 

Da una conversazione con Seyyed Hossein Nasr

a cura di Samuel Bendeck Sotillos, PsyD Carmel Valley, California

https://www.academia.edu/44997419/On_the_Science_of_the_Soul_A_Conversation_with_Seyyed_Hossein_Nasr


 


 


 


 

Nota Introduttiva

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L'Illumanesimo nel Dialogo Filosofico Contemporaneo

L'Illumanesimo, nella sua configurazione attuale, si presenta come un sistema filosofico già compiutamente strutturato: una proposta esistenziale che affronta le domande fondamentali sull'essere, sulla coscienza, sul senso della vita e sul rapporto tra l'uomo e la Realtà universale. Il corpus teoretico — articolato nei cinque volumi fondamentali — costituisce un edificio concettuale organico, dotato di coerenza interna e di una architettura ontologica rigorosa.

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Tuttavia, l'Illumanesimo non si esaurisce nella dimensione speculativa. Esso si configura anche come proposta culturale, come movimento di pensiero che intende inserirsi attivamente nel dibattito contemporaneo, dialogando con le scienze, con la filosofia accademica e con le molteplici espressioni della ricerca umana sul senso dell'esistenza. In questo orizzonte, la presentazione del complesso teoretico rappresenta solo uno dei percorsi attraverso cui l'Illumanesimo si manifesta e si offre alla discussione pubblica.

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Un secondo percorso, altrettanto essenziale, è quello del confronto sistematico con altri pensatori — filosofi contemporanei, esponenti delle tradizioni spirituali, scienziati che si interrogano sui limiti del proprio metodo. Questo lavoro di comparazione non è accessorio né meramente accademico: risponde a un'esigenza intrinseca del pensiero illumanista stesso.

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Tale esigenza è duplice. Da un lato, si tratta di una scelta personale dell'autore, che riconosce nel dialogo la forma più alta dell'esercizio filosofico: un pensiero che non si confronta è un pensiero che rischia di irrigidirsi, di perdere contatto con le domande vive del proprio tempo, di trasformarsi in sistema chiuso anziché in ricerca aperta. Dall'altro lato, si tratta di una necessità strutturale per evitare che l'Illumanesimo assuma le sembianze di un esclusivismo ideologico — quella pretesa di verità assoluta e autosufficiente che lo renderebbe indistinguibile dai dogmatismi che intende superare.

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L'Illumanesimo, per sua natura, rifiuta il dogma: propone un teorema, non un credo; avanza ipotesi razionali, non verità rivelate; invita alla verifica critica, non all'adesione fideistica. Sarebbe dunque contraddittorio che un pensiero così concepito si sottraesse al confronto con le altre voci del panorama filosofico contemporaneo. Il dialogo non è concessione alla pluralità delle opinioni, ma coerenza con i propri presupposti metodologici. Questo breve saggio di confronto con il pensiero dell'eminente filosofo persiano rientra pienamente in tale concezione dello sviluppo culturale proiettato verso il futuro.

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La Verità come Viaggio

Vi è un ulteriore motivo, più profondo, che rende il confronto non solo opportuno ma necessario. Per l'Illumanesimo, la ricerca della verità non consiste nel selezionare, tra ciò che già sappiamo, una posizione da elevare a verità superiore rispetto alle altre. Non si tratta di scegliere tra dottrine già formulate, di schierarsi per l'una o per l'altra tradizione, di stabilire gerarchie tra saperi consolidati. La ricerca della verità è, piuttosto, la ricerca della prossima verità — quella che ancora non possediamo, quella che attende di essere scoperta, costruita, formulata.

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La concezione illumanista colloca l'uomo all'interno di un viaggio tra verità sempre diverse, ciascuna delle quali può emergere soltanto attraverso la capacità di abbandono — sempre parziale e sempre progressivo — delle verità precedenti. Non si tratta di negare quanto è stato compreso, ma proprio all’interno della naturale difficoltà umana ad allentare i vincoli con il proprio passato, si tratta di riconoscerne i limiti, di accettare che ogni conquista conoscitiva apre nuovi orizzonti e, con essi, nuove domande. La verità non è un tesoro da custodire, ma un cammino da percorrere; non un possesso da difendere, ma una meta che si sposta ogni volta che ci avviciniamo.

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In questa prospettiva, il confronto con altri pensatori — inclusi quelli che, come Nasr, propongono il ritorno a verità già depositate nelle tradizioni — diventa occasione per mettere alla prova le proprie certezze provvisorie, per verificare se reggono all'urto del pensiero altrui, per scoprire eventuali punti ciechi nella propria visione. Il dialogo non serve a confermare ciò che già si crede, ma a prepararsi alla prossima verità — quella che forse nascerà proprio dall'incontro tra posizioni diverse.

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Il confronto che segue — con la posizione del Prof. Seyyed Hossein Nasr e con la più ampia corrente del tradizionalismo spirituale — si inscrive precisamente in questa prospettiva. Non si tratta di confutare un avversario né di cercare facili convergenze, ma di misurare le rispettive posizioni su problemi condivisi, di evidenziare convergenze diagnostiche e divergenze terapeutiche, di chiarire attraverso il contrasto ciò che l'Illumanesimo è e ciò che non intende essere.

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È nella natura stessa del pensiero illumanista non esaurirsi nelle risposte, ma perpetuarsi nelle domande; non cristallizzarsi nelle certezze, per quanto autorevoli, ma rinnovarsi nel dubbio; non chiudersi nell'autosufficienza, ma aprirsi all'incontro con l'altro e con l'ignoto. Il confronto con Nasr rappresenta un'occasione per mettere alla prova questa vocazione dialogica e per offrire al lettore gli strumenti per un giudizio autonomo e informato.

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Premessa: Una convergenza diagnostica, una divergenza terapeutica

Prima di procedere punto per punto, è opportuno ribadire la struttura del confronto: l'Illumanesimo condivide in larga misura la diagnosi di Nasr sulla crisi contemporanea, ma diverge radicalmente sulla terapia proposta. Dove Nasr invoca un ritorno alle tradizioni sacre, l'Illumanesimo propone una costruzione razionale nuova, autonoma da ogni riferimento fideistico.

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Il confronto si basa sull’estrapolazione di cinque punti chiave emersi dall’intervista:

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1. La Critica al Monopolio della Scienza Moderna

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Posizione di Nasr: La scienza moderna si è imposta come unica interprete legittima della psiche, operando una "svolta riduzionistica" che ha privato la psicologia della dimensione del sacro.

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Convergenza Illumanista: L'Illumanesimo formula una critica parallela

"L'urgenza del fare e dell'utile oscura progressivamente la domanda di senso, mentre la pressione delle procedure, della misurazione e dell'ottimizzazione incide non solo sulle istituzioni del sapere, ma sulla percezione che l'uomo ha di sé e del proprio destino."

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Il teorema riconosce che la scienza ha sviluppato una "tendenza monopolistica" che la porta a pretendere di spiegare fenomeni che eccedono i suoi strumenti:

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"La scienza, quando pretende di assorbire ciò che eccede i suoi strumenti, rischia di trasformarsi in una metafisica inconsapevole."

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Divergenza fondamentale: Tuttavia, l'Illumanesimo non propone di restituire il "sacro" alla scienza. Propone piuttosto di distinguere rigorosamente i domini epistemici e di ampliare le possibilità della ricerca stessa:

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"L'Illumanesimo non nega il valore del metodo scientifico, ma lo integra in un quadro più ampio, fondato sulla distinzione tra ciò che è direttamente misurabile e ciò che, pur non essendo immediatamente osservabile, è deducibile attraverso l'indagine logico-deduttiva e verificabile indirettamente attraverso metodologie scientifiche che superino le rigidità dell'oggettivismo."

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La soluzione non è sacralizzare la scienza, ma riconoscerne i limiti metodologici e affiancarle un'indagine ontologica autonoma e razionale — non religiosa.

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2. La Crisi della Psicologia Contemporanea

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Posizione di Nasr: L'attuale "disordine" della psicologia deriva dall'aver rimosso la connessione tra anima e dimensione spirituale. Questo processo, iniziato con il Rinascimento e culminato con l'Illuminismo, ha trasformato lo studio dell'uomo da ricerca religiosa a ricerca puramente scientifica, fallendo nel trovare soluzioni ai problemi psicologici proprio perché ignora la dimensione spirituale.

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Risposta Illumanista: L'Illumanesimo concorda che la psicologia contemporanea soffra di una lacuna fondamentale, ma le riconosce un nuovo ruolo proprio all'interno di un'indagine ampliata all'aspetto metafisico inteso come elemento concreto di una metafisica necessaria e imprescindibile per ogni uomo:

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"La scienza ha consentito progressi straordinari nella conoscenza e nella tecnica, ma rispetto all'indagine sulla coscienza e sulla condizione interiore dell'essere ha assunto una posizione eccessivamente scientista-riduzionista, soffrendo di una lacuna fondamentale: l'impossibilità, anche per la psicologia, di rendere conto della soggettività qualitativa senza dissolverla nel funzionamento di sistemi materiali."

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Pertanto, la soluzione illumanista non è un ritorno a una metafisica astratta né alla "ricerca religiosa":

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"Ridurre la coscienza a epifenomeno cerebrale senza dimostrazione oggettiva significa operare a livello di ipotesi al pari di quella del CEFA. Inoltre, un atto cognitivo — anche scientifico — presuppone un soggetto che conosce, sceglie e valuta, così come un disagio psicologico emerge da elementi non necessariamente solo materiali."

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La proposta alternativa: L'Illumanesimo propone di sviluppare una "scienza della soggettività" che sia rigorosa ma non riduzionista:

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"L'Illumanesimo propone un ampliamento metodologico che includa anche le strutture dell'esperienza interiore, seguendo un approccio deduttivo e razionale analogo a quello adottato in matematica, fisica teorica e logica simbolica, dove numerose entità sono accettate per la coerenza del modello, ancor prima della loro osservabilità empirica."

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La differenza è capitale: dove Nasr vede la soluzione nel recupero del religioso, l'Illumanesimo la vede nell'estensione del razionale.

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3. Il Ritorno alla "Scienza dell'Anima" (ilm al-nafs)

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Posizione di Nasr: È necessario riportare la psicologia alla sua origine metafisica e ai principi spirituali, riconoscendo l'ordine metafisico come fondamento per una comprensione completa della psiche. Questa concezione è universale e si ritrova in tutte le tradizioni.

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Risposta Illumanista: L'Illumanesimo propone effettivamente una concezione metafisica dell'anima, ma si pone una domanda e fornisce una risposta: si può pensare a un nuovo tipo di "anima" con caratteristiche radicalmente diverse da quelle tradizionali?

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In questa direzione l'Illumanesimo offre una risposta molto più complessa e articolata di quanto facciano le metafisiche religiose.

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Lo Spirito, o CEFA – Campo Energetico di Forze Autocoscienti – secondo la terminologia illumanista, è concepito come una struttura reale e operativa anche nella materia in forma volontaria e consapevole, e l'anima ne costituisce lo strumento di collegamento e traduzione tra due linguaggi completamente differenti.

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"L'Anima è l'interfaccia energetica che permette la comunicazione bidirezionale tra il CEFA (Spirito) e il corpo materiale durante l'incarnazione. Non è il CEFA stesso, né la mente o la psiche, ma uno strumento di traduzione."

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Questa definizione è funzionale, non sacrale. L'anima nell'Illumanesimo:

  • Non è immortale in senso tradizionale (lo Spirito sì)

  • Viene abbandonata al termine del ciclo incarnativo

  • È uno strumento costruito dal CEFA per necessità conoscitive

  • Opera secondo principi descrivibili razionalmente (lo Spirito non risponde alla razionalità umana ma a quella universale e divina)

 

Sulla presunta universalità delle tradizioni: L'Illumanesimo non nega che le tradizioni abbiano intuito aspetti della realtà spirituale, che ne è la fonte originaria, ma le considera espressioni parziali e storicamente condizionate:

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"Le tradizioni religiose sono tentativi di dare forma al desiderio di verità. Rimangono espressioni parziali e storicamente condizionate. Meritano di essere considerate come tappe nel cammino dello Spirito."

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Mentre Nasr vede nelle tradizioni la verità da recuperare, l'Illumanesimo le vede come tentativi da superare criticamente.

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4. Concetti Chiave della Prospettiva Islamica

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Posizione di Nasr: La tradizione islamica offre concetti fondamentali per una psicologia integrale: fitrah (natura innata verso il divino), qalb (cuore come sede dell'intuizione), ruh (spirito), nafs (anima/sé).

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Risposta Illumanista: L'Illumanesimo sviluppa concetti paralleli, ma con fondazione razionale anziché rivelata:

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Sulla fitrah (tendenza innata al divino): L'Illumanesimo riconosce qualcosa di analogo, ma lo fonda diversamente:

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"Se miliardi di persone, attraverso culture e contesti diversi, riconoscono valori come libertà e giustizia e li applicano fino a renderli elementi concreti, ciò potrebbe costituire una prova indiretta della loro esistenza oggettiva. I valori universali potrebbero essere considerati fenomeni reali che emergono dalla coscienza collettiva dell'umanità, con un'origine che trascende la materia."

 

Non è tendenza verso l'unità di un Dio personale (come nel Tawhid islamico), ma riconoscimento di principi universali impersonali (equilibrio, libertà, giustizia, verità) — un riconoscimento trasversale a tutte le religioni e culture, e come tale punto forte di un rinnovato incontro tra tradizioni diverse.

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Sul qalb (cuore come sede dell'intuizione): L'Illumanesimo colloca la funzione intuitiva nell'interazione CEFA-Anima:

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"Dal CEFA verso il corpo: l'anima traduce i segnali e le necessità del CEFA in spinte, necessità e inclinazioni, cioè impulsi che, attraverso l'inconscio, il subconscio e infine la coscienza, diventano le caratteristiche di fondo dell'individuo. Queste 'richieste' dello spirito si manifestano come intuizioni, tendenze profonde, necessità interiori."

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Su ruh e nafs: L'Illumanesimo opera una distinzione analoga ma più articolata:

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"Spirito e corpo sono quindi diversi, ma costituiscono due aspetti complementari dell'essere umano e si influenzano reciprocamente. Lo Spirito influenza il corpo nei suoi comportamenti e nelle sue scelte valoriali e qualitative, mentre il corpo influenza lo Spirito più indirettamente."

 

L'Anima nell'Illumanesimo non è equivalente al nafs islamico, ma è specificamente l'interfaccia tra le due dimensioni:

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"Per potersi incontrare e dialogare, corpo e Spirito necessitano di uno strumento intermedio che funzioni da interfaccia: un ponte — o anima — che permetta loro di scambiarsi segnali e informazioni."

 

La differenza strutturale: Il punto cruciale è che l'Illumanesimo ha deliberatamente abbandonato la terminologia religiosa tradizionale:

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"Il termine stesso 'CEFA' è stato coniato proprio per evitare le connotazioni religiose del termine 'spirito'. [...] Il termine 'spirito', con la sua carica semantica legata ormai quasi esclusivamente a concetti religiosi, non sarebbe facilmente riformulabile all'interno di una concezione tanto razionale."

 

Dove Nasr propone di recuperare il lessico delle tradizioni, l'Illumanesimo lo abbandona intenzionalmente per costruire un linguaggio filosofico nuovo.

 

5. Il Ruolo della Tradizione e della Decolonizzazione

 

Posizione di Nasr: L'eredità coloniale ha marginalizzato le saggezze premoderne a favore di modelli materialistici occidentali. Il recupero della "psicologia tradizionale" o "perenne" è necessario per comprendere il comportamento umano alla luce del sacro.

Risposta Illumanista: Questo è il punto di divergenza più radicale.

Contro la "psicologia perenne": L'Illumanesimo rifiuta esplicitamente l'idea di una verità già depositata nelle tradizioni:

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"Le visioni spiritualiste moderne sono spesso sincretiche, intuitive e costruite su elementi simbolici, mitici o esperienziali non sistematizzati. L'Illumanesimo, al contrario, non propone credenze né visioni mistiche, ma una teoria razionale e strutturata della Realtà, fondata su presupposti deduttivi, sviluppata con rigore logico."

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Contro il ritorno al premoderno: La proposta non è recuperare il passato ma costruire il futuro:

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"In un'epoca in cui la razionalità umana non è più soffocata dai timori, ogni nuova proposta filosofica può e deve essere discussa, analizzata e definita all'interno di ambiti razionali. Per evitare che una nuova prospettiva esistenziale, compresa quella tecnica come modello unificante, si trasformi in un mero atto di fede, diventa indispensabile il contributo sia della filosofia che della scienza."

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Sulla "decolonizzazione": Laddove Nasr identifica nella colonizzazione occidentale delle saggezze tradizionali il vero problema, l'Illumanesimo potrebbe osservare che esso è piuttosto da ricercare nella colonizzazione fideistica della ragione — sia da parte del dogma religioso sia da parte del dogma scientista:

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"Il principio cardine di questo approccio è il rifiuto di qualsiasi accettazione acritica delle affermazioni altrui, anche quando inserite all'interno di un sistema di fede."

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La liberazione non viene dal recupero delle tradizioni, ma dall'autonomia del pensiero critico:

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"Questa proposta esistenziale invita a un'esplorazione critica che va oltre la semplice credenza, richiedendo l'impiego attivo delle facoltà intellettuali: la volontà di comprendere, l'intelligenza analitica e la capacità di ragionamento logico."

Passaggi formativi e culturali possibili solo all’interno di nuovo concetto di libertà esistenziale.


Conclusione: Alleati nella Diagnosi, Divergenti nella Cura

 

L'Illumanesimo può riconoscere in Nasr un interlocutore prezioso per la diagnosi della crisi contemporanea: il riduzionismo scientista, l'oblio della dimensione qualitativa dell'esistenza, l'impoverimento del sapere quando abdica alla domanda di senso. Su questi punti la convergenza è sostanziale.

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Ma la terapia diverge radicalmente. Dove Nasr propone un movimento all'indietro — verso le tradizioni, il sacro, il premoderno — l'Illumanesimo propone un movimento in avanti — verso una metafisica razionale, non dogmatica, aperta al dialogo scientifico ma irriducibile ai suoi metodi.

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La differenza può essere sintetizzata così: per Nasr, la verità sull'anima è rivelata e va riscoperta; per l'Illumanesimo, è deducibile e va costruita. Il sacro non è punto di partenza ma, semmai, esito di un percorso razionale: per il CEFA, riconoscere sé stesso significa riconoscere Dio — ma attraverso la ragione, non attraverso la fede.


 


 

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Riferimenti bibliografici interni al corpus illumanista

 

Mucciarini, R. (2025). L'Illumanesimo: Una nuova visione dell'uomo e della Realtà. Amazon KDP.

Versione cartacea: ISBN 979-12-210-9481-7

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Mucciarini, R. (2025). Esperienze: In viaggio verso il nuovo dentro il quadro della vita. Amazon KDP.

Versione cartacea ISBN 979-12-210-9483-1

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Mucciarini, R. (2025). La Realtà : come non l’avete mai immaginata. Amazon KDP.

Versione cartacea: ISBN 979-12-210-9485-5

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Mucciarini, R. (2025). Il senso di ogni vita. Amazon KDP.

Versione cartacea: ISBN 979-12-210-9482-4

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Mucciarini, R. (2025). CEFA — Proposta di indagine. Amazon KDP.

Versione cartacea: ISBN 979-12-210-9484-8

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Mucciarini, R. (2025). Metafisica necessaria. Amazon KDP.

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© 2025 Roberto Mucciarini.

Questo lavoro è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0

Internazionale (CC BY 4.0): https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

Sono consentiti riuso, distribuzione e opere derivate, a condizione di

attribuire correttamente l’autore e indicare eventuali modifiche.

DOI: 10.5281/Zenodo.18363861


 


 

Il movimento culturale dell'Illumanesimo

è presentato con il documento:

DOI: https://doi.org/10.5281/zenodo.17932027

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