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IL TEOREMA FILOSOFICO

DELL'ILLUMANESIMO


 

Contributo alla proposta culturale

dal libro

LA REALTÀ

Come non l’avete mai immaginata

Roberto Mucciarini

Abstract esteso del libro La Realtà

1. Inquadramento dell’opera nel corpus illumanista


La Realtà — Come non l’avete mai immaginata costituisce il cuore metafisico del progetto filosofico illumanista. All’interno del corpus di sei volumi, quest’opera assume la funzione di approfondimento ontologico, sviluppando in forma sistematica i fondamenti della Realtà universale, la natura dello Spirito (CEFA) e il concetto di Dio che erano stati introdotti sinteticamente nel volume fondativo Illumanesimo.

Se Illumanesimo offre la mappa concettuale del sistema ed Esperienze ne sviluppa la dimensione antropologico-esistenziale, La Realtà costituisce il momento propriamente speculativo della proposta: l’esposizione argomentata e logico-deduttiva dell’architettura ontologica che sostiene l’intero edificio filosofico. L’opera si propone di superare i limiti della distinzione tra fisica e metafisica, invitando a riscoprire una realtà unitaria e spiritualmente significativa, alla luce di una coscienza che non è effetto della materia, ma fondamento dell’esperienza.

Il sottotitolo dell’opera — Come non l’avete mai immaginata — ne esplicita la portata innovativa: non si tratta di una riproposizione delle tradizionali concezioni metafisiche, ma di una riformulazione radicale che integra elementi del pensiero occidentale e orientale in una sintesi originale, fondata su solide basi logico-deduttive e aperta al dialogo con la sensibilità contemporanea.


 

2. Struttura e articolazione tematica

L’opera si articola in tre grandi sezioni tematiche, precedute da note terminologiche e da un’introduzione metodologica, che sviluppano progressivamente i tre pilastri ontologici dell’Illumanesimo: la Realtà universale, lo Spirito (CEFA) e Dio.

2.1. Prima sezione: la Realtà

La prima sezione, articolata in venti capitoli, sviluppa una cosmologia filosofica che reinterpreta la nozione di Realtà universale. I nuclei tematici fondamentali includono: la comprensione della Realtà come totalità dinamica e strutturata; il concetto filosofico dell’unità, che supera tanto il dualismo quanto il panteismo; la dottrina delle idee semplici come elementi primi indivisibili alla base dell’architettura del reale; i principi di equilibrio e giustizia come strutture attive dell’Essere; la perfezione come processo dinamico; l’interazione tra Spirito e Realtà; le leggi divine e la loro applicazione; il superamento della dicotomia tra scienza e religione verso una “terza via” ontologica.

Di particolare rilievo è la dottrina delle idee semplici: concetti primi, unità perfette e indivisibili che costituiscono i mattoni fondamentali della Realtà. Queste idee semplici sono distribuite nel campo dell’Assoluto, dove danno origine alla Realtà concretizzando la sostanza divina. Non ammettono contraddizioni, poiché la loro essenza è intrinsecamente coerente e perfetta. L’idea semplice, pur essendo la componente “più piccola” dell’universo, è dotata della capacità di regolare perfettamente ogni concretizzazione degli elementi attraverso “vibrazioni” che si traducono in esistenza.

2.2. Seconda sezione: lo Spirito

La seconda sezione, articolata in ventinove capitoli, costituisce la trattazione più estesa dell’opera e sviluppa sistematicamente la dottrina del CEFA — Campo energetico di forze autocoscienti. I temi affrontati includono: il bisogno di Spirito come necessità universale; l’evoluzione culturale del termine e la necessità di un rinnovamento terminologico; lo Spirito nell’essere umano; l’emersione e la sostanza dello Spirito; il movimento oscillante e la libertà di scelta; l’emanazione e la personalità; la dialettica tra potenziale e manifesto; la forza spirituale; il principio di equilibrio; il percorso di conoscenza individuale; l’origine e la struttura dello Spirito; il pensiero e la logica spirituale; libertà, errore e responsabilità; le differenze evolutive tra spiriti; il rapporto tra libertà e determinismo divino; l’evoluzione qualitativa; l’individualità irriducibile.

Lo Spirito emerge come sostanza energetica di natura spirituale, concreta ma non materiale, separata e distinta da ogni altra Realtà circostante. La sua sostanza condivide, in senso qualitativo, la stessa origine divina e universale che costituisce l’intera Realtà; tuttavia, grazie alla sua natura “spiritualizzata”, lo Spirito si è elevato dalla matrice indifferenziata dell’universo, diventando autoconsapevole e libero. Questa libertà gli consente di muoversi nella Realtà per osservarla e conoscerla, potendo scegliere liberamente ogni singolo percorso.

Centrale è la distinzione tra parte potenziale e parte manifesta dello Spirito. La parte potenziale rappresenta il suo stato infinito e la capacità di generare diversi complessi psichici dotati delle qualità individuali richieste per il processo di evoluzione personale. Il CEFA ha intrinseca l’intera Realtà, e la parte manifesta è ciò che di questa potenzialità emerge attraverso la partecipazione attiva e consapevole dello Spirito alle esperienze nella Realtà. Attraverso le esperienze e la conoscenza, lo Spirito risveglia in sé le parti immanifeste e potenziali corrispondenti, che si integrano nella sua struttura, ne aumentano il livello evolutivo e alimentano un processo continuo e infinito di crescita spirituale.

2.3. Terza sezione: Dio

La terza sezione, articolata in ventiquattro capitoli, affronta il tema più arduo della metafisica: la natura del divino. Viene sviluppata una teologia filosofica che si distacca radicalmente dalle concezioni tradizionali, affrontando temi quali: il paradosso e il mistero del divino; la sfida della conoscenza dell’eternità; Dio nella Realtà e la logica per avvicinarlo; lo Spirito e la precisione di Dio; la Realtà e l’infinito come conferma di Dio; Dio come origine dell’esistenza e delle idee semplici; l’impossibilità dell’origine divina e la necessità dell’incausato; l’infinito come Dio; l’intelligenza e l’energia divine; la coscienza e la consapevolezza divine; Dio manifesto e immanifesto; emanazione e potenzialità; il rapporto non panteistico tra Dio e Realtà; l’unicità di Dio; attributi e principi divini; il principio di esistenza; le leggi e l’equilibrio.

La concezione illumanista di Dio si distingue per il rifiuto di ogni antropomorfismo. Dio è concepito come realtà ontologica assoluta e impersonale: non un ente supremo tra gli altri, ma l’origine che opera attraverso principi universali e leggi che stabiliscono e regolano la Realtà. In Dio, pensiero e atto coincidono in un’espressione istantanea di perfezione. La Realtà non è creazione dal nulla, ma emanazione necessaria: dispiegamento della sostanza divina che mantiene l’unità senza annullare la molteplicità. Dio è giustizia in primo luogo — non misericordia come sentimento che si china verso le creature, ma ordine, equilibrio, principi, leggi, precisione che precedono la Realtà stessa.


 

3. Nuclei teoretici fondamentali

L’unità Dio–Realtà. L’Illumanesimo propone un rapporto tra Dio e Realtà che supera tanto il dualismo ontologico quanto il panteismo. Dio non può essere considerato una risultante panteistica della Realtà. La Realtà è il risultato di una successione di processi e può essere definita come un contenitore di punti distinti — idee semplici —, i quali, sommandosi, regolano e danno vita alla Realtà stessa. Dio è la fonte di queste idee semplici e l’origine stessa dei presupposti da cui esse emergono, derivando dal suo potenziale infinito. La Realtà si manifesta attraverso i principi divini come espressione dell’esistenza e dell’essenza di Dio, ma tra Dio e la Realtà sussiste una separazione ontologica: Dio è assoluto, infinito e inconoscibile nella sua essenza ultima; la Realtà è infinita, manifestata e conoscibile progressivamente.

Equilibrio e giustizia come principi architettonici. Il principio di equilibrio rappresenta un elemento fondamentale, strettamente connesso al concetto di giustizia divina. Il rapporto tra i principi non obbedisce a una gerarchia valoriale predefinita, ma si basa su una coesistenza armonica e interdipendente. Equilibrio e giustizia operano in perfetta sintonia, manifestandosi come forze che permeano ogni dimensione e livello della Realtà, garantendo una giustizia assoluta di ordine divino. La struttura intrinsecamente equilibrata della Realtà svela una verità fondamentale: ogni elemento dell’universo, dalle manifestazioni più complesse alle idee più semplici, partecipa a un disegno di giustizia, armonia ed equilibrio perfetti.

I principi come vettori della divinità nel finito. Ogni principio è reale: non un’idea, ma una struttura attiva dell’Essere. Ogni principio è legge e forza vivente: non è esterno al CEFA, ma opera nel suo centro. Ogni principio agisce in tensione evolutiva: viene compreso e sperimentato soprattutto quando viene negato o ostacolato. Ogni principio ha una finalità intrinseca: orienta l’essere verso la propria realizzazione più elevata. Ogni principio è espressione della Realtà–Dio: non è strumento di Dio, ma Dio stesso all’opera nella molteplicità.

La perfezione come processo dinamico. La Realtà, come ogni struttura di origine divina, è immutabile nei suoi principi fondamentali, poiché non necessita né di aggiunte né di sottrazioni. Tuttavia, la perfezione non è uno stato finale statico, ma un processo continuo di manifestazione e trasformazione. La Realtà, in quanto concretizzazione del divino, esprime la sua perfezione proprio attraverso la capacità di rinnovarsi eternamente, mantenendo al contempo la coerenza e l’armonia fondamentali. L’unione di armonia e propositività genera un tipo di mutamento “evolutivo-perfettivo”: un processo in cui ogni cambiamento, pur mantenendo l’armonia del tutto, manifesta nuove dimensioni della perfezione divina.

L’evoluzione qualitativa dello Spirito. Lo Spirito non muta in termini quantitativi né attraverso una transizione tra stati differenti, ma evolve nella sua intelligenza, razionalità, volontà e nella sua stessa sostanza, quale aderenza qualitativa e conoscitiva alla Realtà universale e ai principi divini. Il principio evolutivo dello Spirito si manifesta in ogni ambito in cui esso si trovi e coinvolge ogni Spirito, a qualunque livello. L’evoluzione è riscoperta progressiva del proprio potenziale infinito, comprensione sempre più profonda della Realtà, libertà sempre più ampia di movimento dentro le leggi universali. La destinazione ultima dell’evoluzione non è la fusione con Dio né la contemplazione eterna: il CEFA resta sempre distinto da Dio, sempre “a distanza infinita” dall’Assoluto.

La Realtà come campo esperienziale per lo Spirito. La Realtà non è un mero sfondo per l’esperienza spirituale: possiede una dignità ontologica propria, una forma di autonomia che non subordina la sua esistenza allo Spirito. Al contrario, è lo Spirito a ricercare nella Realtà, come campo esperienziale, la conferma dei principi che lo costituiscono e lo portano a muoversi nella Realtà universale come terreno necessario per la propria espansione. La Realtà, nella sua struttura, è specchio e tramite dell’Assoluto. La materia, con le sue resistenze, non costituisce un ostacolo, ma rappresenta il campo d’azione della coscienza di ogni singolo CEFA. Anche nella materia, come in ogni ambito della Realtà, lo Spirito trova l’ambiente necessario per attualizzare sé stesso, trasformando in atto ciò che da sempre custodiva in potenza.


 

4. Metodologia e approccio speculativo

La Realtà si caratterizza per un approccio metodologico rigoroso che distingue l’Illumanesimo tanto dalle religioni dogmatiche quanto dalle filosofie spiritualiste sincretiche.

In primo luogo, l'opera adotta un metodo logico-deduttivo che procede dalla definizione dei principi primi alla derivazione delle conseguenze ontologiche. L'Illumanesimo riconosce esplicitamente che molti aspetti della Realtà potrebbero restare insondabili, ma sostiene che la logica deduttiva sia indispensabile per ampliare la comprensione di ciò che trascende la possibilità di misurazione empirica. A differenza dei fenomeni materiali, per i quali la scienza può identificare leggi verificabili, le dimensioni spirituali richiedono un approccio filosofico che ne esplori la struttura attraverso il ragionamento. Qualsiasi elaborazione umana, tuttavia, resterà sempre a distanza infinita dalla verità assoluta: l'uomo, pur essendo connesso a una dimensione spirituale che lo completa qualitativamente, resta un essere limitato nel suo accesso alla totalità del reale.

In secondo luogo, l’opera si distingue per il rinnovamento terminologico consapevole. L’introduzione del neologismo CEFA risponde all’esigenza di superare le connotazioni culturali e religiose sedimentate nel termine “spirito”, proponendo un approccio concettualmente neutro che consenta di descrivere una realtà specifica senza le ambiguità del termine tradizionale.

In terzo luogo, l’opera propone una “terza via” tra scienza e religione. L’approccio scientifico, pur essendo rigoroso e produttivo, presenta limiti significativi nella capacità di abbracciare la totalità dell’esperienza umana; d’altra parte, le risposte religiose tradizionali appaiono inadeguate alla razionalità contemporanea. L’Illumanesimo si propone come sintesi che integra il rigore logico con la profondità metafisica, offrendo una lettura della Realtà che supera i limiti della distinzione tra fisica e metafisica.


 

5. Collocazione storico-filosofica

La concezione illumanista della Realtà riprende elementi di tradizioni filosofiche diverse, integrandoli in una sintesi originale. Dal neoplatonismo riprende il concetto di emanazione dall’Uno, ma rifiuta la processione degradante in cui il mondo materiale sarebbe diminuzione del divino. Dallo spinozismo riprende l’idea di un Dio impersonale, ma rifiuta il necessitarismo assoluto, introducendo la libertà reale dello Spirito. Dal leibnizianesimo riprende l’individuazione spirituale, ma rifiuta l’armonia prestabilita priva di evoluzione.

L’originalità teoretica risiede nella sintesi tra impersonalismo divino, posizionamento di Dio oltre la stessa Realtà universale, pur inglobandola nella propria assolutezza senza dipenderne in senso panteista, libertà individuale dello Spirito e concetto di evoluzione conoscitiva attraverso la Realtà universale. La dottrina delle idee semplici come elementi primi perfetti e indivisibili, il concetto di equilibrio come principio architettonico universale e la dialettica tra manifesto e immanifesto costituiscono contributi specifici dell’Illumanesimo al pensiero metafisico contemporaneo.


 

6. Conclusioni

La Realtà costituisce il momento propriamente speculativo del progetto illumanista: l’esposizione sistematica e argomentata dell’architettura ontologica che sostiene l’intera proposta filosofica. La stesura di questo libro — dedicato alla parte più metafisica della nuova proposta filosofica — non è stata semplice. Le tematiche affrontate hanno richiesto un notevole sforzo di distacco dalle consuetudini culturali, e altrettanto impegnativa è stata la scelta di cosa includere e cosa escludere tra gli innumerevoli argomenti, tutti complessi e significativi. Tutti necessiteranno di ulteriori approfondimenti e precisazioni attraverso il futuro confronto filosofico e culturale.

L’esplorazione condotta attraverso i meandri della Realtà, dello Spirito e di Dio, affrontati sotto una luce completamente nuova e con una visione filosofica basata su solide fondamenta logico-deduttive, produce una concezione della Realtà ben più ampia di una semplice percezione sensoriale o fisica. Lo Spirito emerge come un campo di forze autonomo, dotato di coscienza e in continua evoluzione. La riflessione illumanista sulla Realtà universale rifiuta sia l’idea che l’esistenza si riduca alla materia visibile, sia quella che la realtà sia un’illusione da trascendere, proponendo una cosmologia complessa e stratificata in cui la materia è solo una delle manifestazioni della sostanza divina che permea ogni livello dell’esistente.

In ultima analisi, La Realtà rappresenta un invito a riscoprire una realtà unitaria e spiritualmente significativa, alla luce di una coscienza che non è effetto della materia, ma fondamento dell’esperienza — una proposta filosofica che integra rigore logico, profondità metafisica e attenzione alla condizione concreta dell’essere umano nel suo rapporto con l’infinito.

Mucciarini, R. (2025). La Realtà : come non l’avete mai immaginata. Amazon KDP.

Versione cartacea: ISBN 979-12-210-9485-5

https://amzn.eu/d/3VhtlcZ

https://doi.org/10.5281/zenodo.17941016

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