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Roberto Mucciarini


 


 

IL TEOREMA FILOSOFICO

DELL'ILLUMANESIMO


 


 

Confronti e incontri

Confronto tra l'Illumanesimo e

il saggio breve di Paolo Pecere:

La coscienza come problema scientifico tra filosofia e neuroscienza

 

 

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Abstract

Il presente saggio nasce dall'incontro tra la riflessione di Paolo Pecere — esposta nel suo contributo La coscienza come problema scientifico tra filosofia e neuroscienze (Università Roma Tre) — e la proposta filosofica dell'Illumanesimo. Mentre Pecere ricostruisce le tensioni irrisolte tra approcci neuroscientifici e tradizione filosofica nel dibattito contemporaneo sulla coscienza, l'Illumanesimo risponde a tale impasse proponendo il concetto di CEFA (Campo Energetico di Forze Autocoscienti) come principio soggettivo irriducibile.

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Il lavoro analizza convergenze e divergenze tra le teorie neuroscientifiche — dalla Teoria dell'Informazione Integrata di Tononi al funzionalismo di Dennett — e la "terza via" illumanista, che rifiuta tanto il riduzionismo materialistico quanto lo spiritualismo dogmatico. Particolare rilievo assume la proposta metodologica interdisciplinare avanzata dall'Illumanesimo, avanzata attraverso la pubblicazione del libro CEFA – proposta di indagine (2025), volta a sottoporre l'ipotesi CEFA a validazione indiretta attraverso l'integrazione di filosofia, neuroscienze, psicologia e scienze umane.

Il dialogo tra i due approcci illumina la persistente attualità dell'enigma della coscienza e la necessità di un ripensamento epistemologico che sappia accogliere tanto il rigore empirico quanto l'irriducibilità dell'esperienza qualitativa.

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1. Introduzione: il ritorno della coscienza

Il problema della coscienza costituisce uno degli enigmi più profondi e persistenti della riflessione filosofica e scientifica contemporanea. Come documenta Paolo Pecere nel suo saggio, a partire dagli anni novanta del novecento, grazie allo sviluppo delle tecniche di neuroimaging non invasive, la ricerca sui correlati neurali della coscienza (NCC) ha conosciuto un'accelerazione senza precedenti, generando un dibattito multidisciplinare che coinvolge neuroscienziati, filosofi della mente e psicologi.

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In questo panorama teorico si inserisce l'Illumanesimo, che propone una prospettiva radicalmente diversa sul problema della coscienza attraverso il concetto di CEFA (Campo Energetico di Forze Autocoscienti). Il presente saggio si propone di confrontare criticamente la proposta illumanista con le principali teorie neuroscientifiche della coscienza, evidenziando convergenze, divergenze e potenziali integrazioni.


 

2. Il quadro teorico delle neuroscienze della coscienza

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2.1 Dalla teoria dell'identità al funzionalismo

Come ricostruisce Pecere, il dibattito contemporaneo sul rapporto mente-cervello ha le sue radici nella teoria dell'identità elaborata negli anni Cinquanta da Place, Smart e Feigl. Questa teoria sosteneva la possibilità di identificare gli stati mentali coscienti con processi cerebrali specifici, proponendo un'ipotesi verificabile empiricamente. Tuttavia, l'argomento della realizzabilità multipla degli stati mentali, avanzato da Putnam, ha condotto all'elaborazione del paradigma funzionalista-computazionale, secondo cui gli stati mentali sono definibili in termini funzionali indipendentemente dal substrato materiale che li realizza.

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Il funzionalismo, nella sua versione computazionale, ha dominato le scienze cognitive per decenni, concentrandosi sui processi subpersonali di elaborazione dell'informazione. In questa prospettiva, filosofi come Daniel Dennett hanno sostenuto che la coscienza fenomenica non costituisce un fenomeno irriducibile, ma può essere spiegata attraverso l'analisi delle funzioni cognitive e dei meccanismi cerebrali sottostanti. La teoria del global workspace di Baars rappresenta un tentativo di integrare questo approccio con le evidenze neuroscientifiche, proponendo che la coscienza emerga da uno spazio di lavoro globale accessibile a diversi moduli cognitivi.

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2.2 Il problema difficile e le risposte emergentiste

L'inadeguatezza del funzionalismo nel rendere conto dell'aspetto qualitativo dell'esperienza cosciente — i cosiddetti qualia — ha condotto alla formulazione del celebre "problema difficile" della coscienza da parte di David Chalmers. Mentre i "problemi facili" riguardano la spiegazione delle funzioni cognitive in termini di meccanismi neurali, il problema difficile concerne la questione di perché esista un'esperienza soggettiva qualitativa associata a tali processi. Come osserva Chalmers, anche una conoscenza completa dei meccanismi cerebrali non sembra in grado di spiegare perché vi sia "qualcosa che si prova" ad essere in un determinato stato cosciente.

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Di fronte a questo enigma, diverse teorie neuroscientifiche hanno proposto approcci emergentisti. Gerald Edelman, con la sua teoria del "nucleo dinamico", ha sostenuto che la coscienza emerge come proprietà irriducibile dall'interazione rientrante di gruppi neuronali distribuiti. Giulio Tononi ha sviluppato questa intuizione nella Teoria dell'Informazione Integrata (IIT), secondo cui la coscienza corrisponde all'informazione integrata (Φ) di un sistema fisico. Questa teoria, particolarmente significativa per il nostro confronto, introduce la coscienza come una nuova quantità fondamentale della scienza della natura, con implicazioni che trascendono il riduzionismo classico.

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3. La proposta illumanista: il CEFA come alternativa ontologica

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3.1 Oltre il dualismo e il materialismo

L'Illumanesimo propone il concetto di CEFA — Campo Energetico di Forze Autocoscienti — come alternativa tanto al riduzionismo materialistico quanto al dualismo cartesiano classico. Il CEFA non costituisce un'ipotesi mistica né una sostanza misteriosa: è una struttura soggettiva dedotta razionalmente dall'esperienza vissuta, una realtà energetica concreta benché non materiale, dotata di autonomia ontologica, libertà, autocoscienza e intelligenza propria.

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La distinzione fondamentale che l'Illumanesimo introduce è quella tra coscienza qualitativa e coscienza funzionale. La prima — irriducibile, intenzionale, portatrice di significato — appartiene al CEFA; la seconda — computazionale, replicabile, determinata — appartiene ai processi neurali. Correlazione non implica identità: che un'attività cerebrale accompagni uno stato soggettivo non significa che lo generi ontologicamente. Il CEFA si manifesta come l'ente soggettivo irriducibile che vive, attribuisce senso e valore, e senza il quale anche il più sofisticato algoritmo cerebrale resta cieco al significato.

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A differenza del dualismo cartesiano, che postulava due sostanze radicalmente eterogenee, l'Illumanesimo riconosce un'origine comune materia e CEFA provenienti dalla medesima energia universale, ma si organizzano secondo proprietà e leggi diverse. Non si tratta dunque di reintrodurre un dualismo metafisico, ma di riconoscere un differenziale ontologico: la materia è estesa, replicabile, determinata; la coscienza è sia funzionale, di derivazione materiale, sia qualitativa, intenzionale, irripetibile. L'Illumanesimo propone inoltre una pluralità reale e originaria di CEFA, entità individuali distinte sin dall'origine, ciascuna dotata di propria identità, storia evolutiva e progetto esistenziale autonomo.

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4. Convergenze e divergenze

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4.1 L'architettura interdisciplinare della ricerca

L'indagine sui CEFA proposta dall'Illumanesimo si fonda su un imperativo metodologico che ne costituisce il tratto distintivo: il superamento della tradizionale dicotomia tra scienze esatte e discipline umanistiche. La proposta illumanista riconosce esplicitamente che l'enigma della coscienza qualitativa non può essere affrontato da una singola disciplina operante in isolamento: occorre costruire un impianto teorico e operativo capace di integrare prospettive differenti, in cui dati empirici, ipotesi teoriche e interpretazioni concettuali si sostengano e si rafforzino reciprocamente. Tale orientamento si ispira ai grandi modelli interdisciplinari che, nel corso della storia, hanno dato origine a trasformazioni radicali del pensiero — dalla meccanica quantistica alle neuroscienze cognitive — e che oggi possono costituire il riferimento per una nuova antropologia della coscienza.

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La metodologia proposta si articola attraverso il contributo sinergico di molteplici domini del sapere, ciascuno con funzioni specifiche. La filosofia fornisce la struttura logica e concettuale necessaria a definire l'ipotesi CEFA, a esplorarne le implicazioni ontologiche e a integrare i risultati empirici in una cornice teorica coerente; l'impiego della logica modale, della fenomenologia e della teoria dell'incompletezza di Gödel consente di articolare razionalmente l'ipotesi della trascendenza.

 

La matematica offre il linguaggio astratto capace di connettere livelli diversi di realtà — dal neurobiologico al simbolico, dal fenomenologico all'ontologico — attraverso la teoria dei sistemi complessi, la probabilità bayesiana e la modellizzazione delle interazioni non lineari tra coscienza e stimoli qualitativi. La psicologia analizza i vissuti soggettivi, i tratti di personalità e le risposte cognitive ed emotive, fornendo un livello intermedio di osservazione tra il corpo e la cultura, utile a mappare la possibile influenza dei CEFA sul comportamento individuale. Le scienze umane — antropologia, sociologia, storia dell'arte e della letteratura — mirano a rilevare ricorrenze transculturali e trans-storiche di valori, simboli e strutture narrative riconducibili a un'origine non materialmente spiegabile.

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L'approccio metodologico integrato si struttura su quattro livelli complementari: l'analisi concettuale, finalizzata a chiarire i presupposti teorici e a delimitare con precisione il campo semantico dell'indagine; la modellizzazione matematica, volta a formalizzare le possibili relazioni tra i CEFA e i fenomeni qualitativi osservabili mediante strutture computazionalmente analizzabili; gli studi empirici, orientati alla raccolta di dati sperimentali per valutare la plausibilità delle ipotesi formulate; la riflessione filosofica, volta a interpretare criticamente i risultati e a collocarli nel più ampio contesto della storia delle idee. Questa triangolazione disciplinare — convergenza di dati provenienti da scienza, filosofia e psicologia — consente di costruire un modello coerente di plausibilità teorica, evitando tanto la tentazione di attribuzioni affrettate quanto quella di riduzionismi che banalizzino la complessità dei fenomeni osservati.

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Particolare rilievo assume il contributo delle scienze umane nell'architettura interdisciplinare proposta. L'antropologia è chiamata a studiare le credenze spirituali, i sistemi di valori, le pratiche rituali e le esperienze di trascendenza presenti nelle diverse civiltà, al fine di individuare elementi ricorrenti, simboli o concetti che suggeriscano una base comune potenzialmente collegabile all'azione dei CEFA. La sociologia analizza i processi attraverso cui i valori universali — giustizia, libertà, empatia, altruismo — si formano, si diffondono e vengono interiorizzati nelle società, verificando in che misura tali valori rispecchino dinamiche esclusivamente materiali o possano essere letti anche come effetti qualitativi emergenti. L'analisi delle opere d'arte, della musica e della letteratura mira a individuare temi ricorrenti legati alla trascendenza, simboli e archetipi universali, espressioni di stati di coscienza intensificati che eccedono l'elaborazione razionale ordinaria. Le scienze umane diventano così laboratori di osservazione della qualità: spazi in cui la materia incontra il significato, e il senso si apre a nuove possibilità di comprensione.

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L'Illumanesimo riconosce che filosofia, antropologia, sociologia e psicologia, pur concentrandosi sullo studio dei comportamenti e delle relazioni umane, sono nate e cresciute in un contesto fortemente condizionato dal materialismo e, come tali, trovano difficoltà a collaborare tra loro in questo tipo di ricerche. Il risultato è che ciascuna disciplina finisce per procedere isolatamente, senza la sinergia necessaria con le altre branche scientifiche e culturali. Solo attraverso una maggiore collaborazione interdisciplinare sarà possibile definire con precisione le differenze tra le espressioni materiali e quelle qualitative dell'essere umano. La proposta avanzata mira precisamente a questo: introdurre nella filosofia un metodo logico-matematico concepito come forma di matematica metafisica, e orientare la scienza verso un'indagine ontologica, grazie agli strumenti offerti dalle nuove tecnologie in ambiti come le neuroscienze, la psicologia e la sociologia. Le tecnologie oggi disponibili — in particolare quelle legate all'intelligenza artificiale — diventano strumenti imprescindibili per gestire una mole tanto estesa di dati, liberando i singoli comparti e i singoli ricercatori da analisi che, solo fino a pochissimi anni fa, gravavano interamente su di loro. Non si tratta di una soluzione definitiva, ma di un passo rilevante verso una comprensione più profonda e integrata della realtà.

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4.2 Punti di convergenza

Il confronto tra l'Illumanesimo e le teorie neuroscientifiche rivela alcune significative convergenze. In primo luogo, entrambe le prospettive riconoscono l'irriducibilità dell'esperienza soggettiva qualitativa ai processi fisico-chimici. La teoria IIT di Tononi, introducendo Φ come quantità fondamentale, compie un passo nella direzione di riconoscere alla coscienza uno statuto ontologico autonomo, non derivabile dalla sola descrizione dei meccanismi neurali. Analogamente, l'Illumanesimo sostiene che correlazione non implica causazione: che un'attività mentale corrisponda a un'attivazione cerebrale non significa che sia prodotta dalla sola materia.

In secondo luogo, entrambe le prospettive condividono il rifiuto del riduzionismo eliminativista. Come documenta Pecere, anche neuroscienziati come Edelman e Gazzaniga si sono orientati verso posizioni emergentiste che riconoscono l'autonomia dei livelli superiori di descrizione. L'Illumanesimo, pur proponendo un'ontologia più radicalmente non-materialistica, condivide l'esigenza di preservare la realtà fenomenica della coscienza senza dissolverla in un epifenomeno illusorio.

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4.3 Divergenze fondamentali

Le divergenze tra l'Illumanesimo e le teorie neuroscientifiche riguardano principalmente il piano ontologico. Mentre le neuroscienze, anche nelle versioni emergentiste, mantengono un impegno naturalistico che considera la coscienza come proprietà emergente di sistemi fisici complessi, l'Illumanesimo propone un ampliamento del campo di indagine in direzione ontologica, dove l'esistenza di aspetti qualitativi trova la propria origine. Supporre la presenza di un elemento esterno alla materia, non dimostrabile direttamente attraverso l'indagine strumentale, ma identificabile per via logico-deduttiva attraverso i suoi effetti sulla coscienza e sulle sue manifestazioni qualitative, diventa oggi un'ipotesi percorribile grazie alla disponibilità di strumenti d'indagine e di valutazione più potenti che mai. Se il CEFA resta un elemento ontologicamente distinto dalla materia, i suoi effetti sono comunque indagabili e identificabili dalla scienza, anche attraverso metodologie di tipo indiretto.

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Una seconda divergenza fondamentale riguarda il rapporto con il metodo scientifico. Le teorie neuroscientifiche, per quanto speculative, rimangono ancorate al criterio della falsificabilità e della verifica empirica attraverso tecniche di neuroimaging e protocolli sperimentali. L'Illumanesimo, consapevole di questa differenza, propone un metodo di "validazione indiretta" basato sull'identificazione di effetti misurabili ricorrenti che potrebbero costituire tracce dell'influenza dei CEFA sulla coscienza e sul comportamento. Tale approccio trova legittimazione nel fatto che la stessa ricerca scientifica dispone già di strumenti d'indagine riconosciuti come metodologicamente accettabili in ambiti nei quali l'oggetto di studio non è direttamente osservabile: la fisica teorica, la logica formale, la cosmologia — discipline che procedono per via deduttiva su scale che trascendono l'osservazione diretta.


 

5. La proposta metodologica del CEFA

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Il volume CEFA — Proposta di indagine delinea un programma di ricerca multidisciplinare per sottoporre l'ipotesi illumanista a verifica scientifica. Questa proposta presenta diversi elementi di interesse epistemologico. In primo luogo, riconosce esplicitamente il "problema dell'osservabilità indiretta": poiché i CEFA non sono direttamente osservabili con gli strumenti convenzionali, i protocolli proposti mirano a rilevarne manifestazioni indirette attraverso effetti misurabili nei sistemi biologici, neurologici e comportamentali.

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In secondo luogo, la proposta adotta il principio della "triangolazione metodologica", integrando dati provenienti da diverse discipline: misurazioni neurofisiologiche (EEG ad alta densità, magnetoencefalografia), parametri biometrici, resoconti fenomenologici e analisi matematiche avanzate. Questo approccio multidimensionale è coerente con le esigenze metodologiche evidenziate da Pecere nel suo saggio, dove sottolinea come il problema della coscienza richieda l'integrazione di prospettive empiriche e concettuali eterogenee.

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Particolarmente significativo è l'utilizzo del teorema di Gödel e del teorema di Bayes come strumenti epistemologici. Il primo viene invocato per suggerire che la coscienza umana, capace di intuire verità non dimostrabili all'interno di sistemi formali, operi oltre i limiti della computazione algoritmica — un argomento già presente nel dibattito filosofico attraverso le riflessioni di Penrose. Il secondo offre un metodo dinamico per aggiornare la plausibilità dell'ipotesi CEFA alla luce delle nuove evidenze, trasformando l'intuizione in percorso conoscitivo falsificabile.

 


6. Il CEFA nel contesto delle teorie contemporanee

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L'ipotesi CEFA può essere collocata nel panorama delle teorie contemporanee della coscienza come una forma di "naturalismo dualistico" — per usare l'espressione di Chalmers — che tuttavia si distingue sia dal panpsichismo sia dall'idealismo soggettivo. A differenza del panpsichismo, che attribuisce una qualità proto-cosciente diffusa nella materia, l'Illumanesimo postula l'esistenza di entità spirituali individuali distinte, evitando il "problema della combinazione" (come molte micro-coscienze si unifichino in un soggetto). A differenza dell'idealismo, mantiene la realtà indipendente del mondo materiale come campo di esperienza evolutiva per i CEFA.

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Il confronto con la IIT di Tononi è particolarmente illuminante. Tononi introduce Φ come quantità fondamentale misurabile, proponendo che la coscienza sia identica all'informazione integrata di un sistema. L'Illumanesimo potrebbe interpretare questa teoria come una descrizione del correlato neurale dell'interfaccia tra CEFA e corpo — ciò che nella terminologia illumanista viene chiamato "anima" — piuttosto che della coscienza in sé. In questa lettura, Φ misurerebbe non la coscienza qualitativa del CEFA, ma il grado di integrazione informazionale attraverso cui il CEFA interagisce con il substrato biologico.


 

7. Osservazioni conclusive

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Il confronto tra l'Illumanesimo e le teorie neuroscientifiche della coscienza rivela che il dibattito contemporaneo è ben lungi dall'aver raggiunto un consenso sulla natura della coscienza. Come osserva Pecere, le tensioni tra materialismo ed eredità cartesiana continuano ad animare le discussioni, rimandando a un antefatto filosofico non ancora superato. L'Illumanesimo si inserisce in questo dibattito proponendo un'alternativa ontologica che, pur non essendo riducibile ai canoni del naturalismo scientifico, aspira a una verifica razionale attraverso metodi interdisciplinari.

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La proposta illumanista presenta il merito di prendere sul serio sia i dati delle neuroscienze sia l'irriducibilità dell'esperienza soggettiva, cercando una sintesi che non sacrifichi nessuno dei due poli. Il CEFA non è presentato come un'ipotesi mistica, ma come un "principio esplicativo" dedotto razionalmente dall'osservazione delle differenze qualitative tra individui che sembrano irriducibili a fattori genetici e ambientali. La sfida principale rimane quella di tradurre questa ipotesi in protocolli sperimentali capaci di produrre evidenze discriminanti.

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In ultima analisi, sia le neuroscienze sia l'Illumanesimo convergono nel riconoscere che il problema della coscienza richiede un ripensamento dei paradigmi epistemologici consolidati. Il concetto di “Metafisica necessaria” proposta nell’Illumanesimo si configura come ponte tra passato e futuro del pensiero umano, recuperando domande fondamentali che correnti di pensiero riduzioniste avevano dichiarato prive di significato. Queste domande ritornano oggi con urgenza proprio perché la scienza più avanzata, spingendosi ai confini delle proprie possibilità esplicative, incontra nuovamente l'enigma della coscienza, della qualità, del significato.


 

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Parole chiave: Illumanesimo, CEFA, coscienza, neuroscienze, interdisciplinarità, filosofia,Movimento culturale.


 

Bibliografia essenziale

Chalmers, D.J. (1996), The Conscious Mind: In Search of a Fundamental Theory, Oxford University Press.

Dennett, D.C. (1991), Consciousness Explained, Little, Brown and Company.

Edelman, G.M., Tononi, G. (2000), A Universe of Consciousness, Basic Books.

Mucciarini, R. (2025), CEFA — Campi Energetici di Forze Autocoscienti: Proposta di indagine, Amazon KDP.

Mucciarini, R. (2025), L'Illumanesimo, Amazon KDP.

Mucciarini, R. (2025), Metafisica necessaria, Amazon KDP.

Pecere, P. (2016), "La coscienza come problema scientifico tra filosofia e neuroscienze", in Il libro della natura, vol. II, Carocci.

Searle, J.R. (1992), The Rediscovery of the Mind, MIT Press.

Tononi, G. (2012), Phi: A Voyage from the Brain to the Soul, Pantheon.


 

Riferimenti bibliografici interni al corpus illumanista

 

Mucciarini, R. (2025). L'Illumanesimo: Una nuova visione dell'uomo e della Realtà. Amazon KDP.

Versione cartacea: ISBN 979-12-210-9481-7

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Mucciarini, R. (2025). Esperienze: In viaggio verso il nuovo dentro il quadro della vita. Amazon KDP.

Versione cartacea ISBN 979-12-210-9483-1

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Mucciarini, R. (2025). La Realtà : come non l’avete mai immaginata. Amazon KDP.

Versione cartacea: ISBN 979-12-210-9485-5

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Mucciarini, R. (2025). Il senso di ogni vita. Amazon KDP.

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Mucciarini, R. (2025). CEFA — Proposta di indagine. Amazon KDP.

Versione cartacea: ISBN 979-12-210-9484-8

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Mucciarini, R. (2025). Metafisica necessaria. Amazon KDP.

Versione cartacea: ISBN 979-12-243-1015-0

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Il movimento culturale dell'Illumanesimo

è presentato con il documento:

DOI: https://doi.org/10.5281/zenodo.17932027

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© 2025 Roberto Mucciarini.

Questo lavoro è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0

Internazionale (CC BY 4.0): https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

Sono consentiti riuso, distribuzione e opere derivate, a condizione di

attribuire correttamente l’autore e indicare eventuali modifiche.

DOI: 10.5281/zenodo.18108555

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